LA F(R)UTTA - IN GOD WE TRUST -
Adesso il picco dei problemi è rappresentato dai "negri", si i vostri colleghi di lavoro che fanno si che l'economia italiana abbia ancora un passivo, senza di loro si potrebbe chiudere bottega. Ma si sa, il colore scuro ha sempre suscitato una certa paura primordiale, soprattutto negli uomini poco sapiens della preistoria che quando vedevano scuro si impaurivano a morte per poi venerare il sole del mattino perchè ridava loro la vista.
Chiusa la parentesi vorrei tornare sul fallimento Lehman Brothers, il fallimento più grande che l'economia mondiale abbia conosciuto. La paura principale delle banche italiane la si può intuire dagli articoli economici dei quotidiani e dei tg. "Tutto a posto, state tranquilli" oppure "l'economia italiana è stabile" o altre idiozie del genere.
A livello di ipotesi si potrebbe pensare a uno scenario di questo genere. Io, piccolo risparmiatore aderisco ad un fondo obbligazionario a capitale garantito. Detto fondo mi garantisce una crescita o una decrescita limitata del tasso di interesse in base all'andamento dei mercati, il punto fermo sta nel fatto che in qualsiasi modo vada il mercato a fine contratto io avrò indietro il mio capitale iniziale con l'aggiunta dell'eventuale incremento dovuto ad un tasso d'interesse positivo. Fin qui poco male, tutto normale. Ciò che non dice l'impiegato che mi -vende aggiudicandosi una percentuale- il fondo d'investimento è il come la banca utilizzerà i miei soldi. Esempio: io sottoscrivo obbligazioni per 200000 euro al tasso massimo d'interesse del 4%. L'obbligazione vera e propria che io sottoscrivo è un'obbligazione emessa da una banca internazionale di un certo livello, di un certo rating e con una certa reputazione. Tra queste c'era purtroppo la Lehman Brothers. La banca che mi vende il prodotto si muove in questa maniera, il 4% su 200000 euro sono 8000 euro che lei è ben contenta di anticipare e investire su mercati molto rischiosi cercando di speculare il più possibile su prodotti ad alto rischio arrivando a incassare ben oltre il mio guadagno. Poi a fine anno la banca riceve l'interesse derivante dalla mia obboligazione e va a coprire l'anticipo, incassando però anche gli utili delle speculazioni borsistiche. Il problema grosso di cui non mi hanno avvisato è che nel caso in cui venga a mancare la solidità dell'emittente dell'obbligazione da me sottoscritta finisco in braghe di tela perchè sul contratto da me firmato c'è una clausola che recita "il contraente assume il rischio di credito connesso all'insolvenza degli emittenti del portafoglio finanziario strutturato: pertanto, esiste la possibilità che il contraente ottenga, al momento del rimborso, un ammontare inferiore al capitale nominale". Il mio capitale garantito è in realtà solo marketing per vendere.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro. La mia banca è differente...FORSE
Raf
P.S. il racconto del post è da considerarsi come il frutto della fantasia dello scrivente. e come al solito lo dico per motivi legali.



